ARIA DI FAMIGLIA - Pelizzari Studio

ARIA DI FAMIGLIA

“Il nostro compito è cercare di salvare la bellezza” ebbe a scrivere Philippe Daverio in una sua lezione di storia dell’arte.

Il nostro compito è cercare di salvare la bellezza” ebbe a scrivere Philippe Daverio in una sua lezione di storia dell’arte.

E Pelizzari Studio di questo mantra ne ha recepito e declinato ogni sfumatura, intervenendo nel recupero architettonico di una villa dei primi anni del 900, nel cuore di Brescia.

In quel periodo si stava formando una nuova classe borghese, emergente dall’industria e dal commercio, che la città lombarda andava riconoscendo.
I committenti di Pelizzari Studio, un’affascinante coppia con due figli, cercava da tempo la propria residenza di famiglia e il trovarla in questo quartiere, con altre residenze simili, vicine ma ben distanziate dai loro giardini, era stato un vero colpo di fortuna.

Il silenzio, il verde che la circondava, ma soprattutto la maestosità e l’imponenza nei suoi tre piani e poi la magia degli interni, da ristrutturare sì, ma con una loro grande personalità, avevano contribuito alla decisione di acquistarla.

La dimora si presentava solida, ma naturalmente l’intervento aveva dovuto essere capillare, partendo dalle riletture delle funzioni, procedendo con tutte le figure professionali ed artigiane.

Ne è nato un progetto dalle soluzioni curiose, come la creazione di un piccolo guest bathroom, ricavato dal sottoscala della scala d’ ingresso, o la ripartizione delle pareti interne con cornici e lesene mancanti o mai esistite, per un nuovo apparato scenico.

E in quanto a coup de foudre, la villa ci aveva lasciato ad occhi spalancati, una volta varcato l’ingresso la prima volta” racconta Claudia Pelizzari, con la sua scala scenica e l’ alto soffitto affrescato. E allora perché non accrescere l’emozione con la lampada ” Sempre mia ” di Viabizzuno ed un drappo di seta grezza e juta di Dedar che precipitano dall’ alto?

L’uso delle vecchie carte murali rivisitate ha esaltato certe pareti come fossero fondali scenici, mentre le porte originali della casa venivano ridipinte color pavone e si abbellivano con nuove maniglie in ottone acidato disegnate da Pelizzari Studio.

Tutto veniva a delinearsi in una narrazione borghese, mai scontata, attraversata da accenti insoliti che incidono la partitura progettuale architettonica.

Come la scelta di inserire nella zona pranzo una coppia di contenitori dalle ante in legno bisellato color acqua, ad accompagnare il grande tavolo dal piano irregolare in marmo Calacatta Gold.

E poi librerie e piccoli contenitori di modernariato, appliques anni 50 o lampade dalla luce soffusa, sculture o opere d’ arte amate, quasi a sottolineare la presenza di epoche parallele, accrescendo ogni giorno quella che era stata una scelta d’amore.