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Regrub Milano
Milano

In Viale Montenero, nel cuore pulsante di Milano, Regrub prende vita come un rifugio urbano che celebra l’estetica industriale: uno spazio essenziale, materico, profondamente autentico.

Cliente

Regrub SRL

Luogo

Milano

Data

2025

Tipo di progetto

Retail

Pareti e soffitti in finitura cementizia dialogano con un pavimento continuo, costruendo un’atmosfera compatta e immersiva.

Al centro della sala, due elementi monumentali dichiarano da subito l’identità del locale. Un bancone monolitico si estende come una massa scolpita, mentre un grande arco brunito, alto quattro metri, domina la scena come un portale teatrale.

A caratterizzare l’ambiente è una lunga panca modulare in acciaio inox, accompagnata da cuscini in pelle sospesi tramite corde avvitate al muro. Di fronte, una costellazione di tavolini in acciaio – ciascuno con una forma diversa – introduce un ritmo vivace e volutamente irregolare. Gli sgabelli, alcuni in legno nero e altri ricoperti da sacchi da spazzatura e nastro da pacchi, portano una nota ironica e provocatoria, perfettamente coerente con il mood industriale. Tutti gli arredi sono concepiti per mutare: gli sgabelli possono essere nascosti sotto la panca, liberando la sala e rendendola più ampia e flessibile durante gli eventi.

L’illuminazione crea atmosfera: due profili tecnici in acciaio, posizionati sulla parete retrostante, ospitano faretti che creano contrasti e profondità. Le altre luci, studiate con cura, generano una luminosità calda e avvolgente, arricchendo il carattere dello spazio.

Nel disimpegno e nel bagno clienti, un controsoffitto forato lascia intravedere gli impianti in un raffinato gioco di trasparenze. Una parete specchiata accoglie un lavabo in ferro naturale con scarico nascosto, mentre un taglio vetrato nel muro permette di sbirciare la cucina, offrendo una finestra intima sul dietro le quinte.

Regrub racconta Milano attraverso la sua anima più urbana e sincera: un luogo dove la materia diventa racconto e dove lo spazio è progettato per trasformarsi e reinventarsi continuamente.

Photographer: Mattia Aquila