È come se le guglie gotiche del Duomo ed i buildings di CityLife uscissero dal grigio dell’orizzonte ed entrassero attraverso le vetrate. La progettazione è stata guidata dall’idea di donare all’insieme una sensazione di nitore per meglio sottolineare gli elementi che si andavano progettando.
Esisteva una nutrita collezione di pezzi d’arte contemporanea di notevole importanza. Alla base delle richieste di riprogettare lo spazio esistente di 400 mq, c’era l’attenzione alle opere ed il loro inserimento in un contesto famigliare con tutte le esigenze che ne derivavano.
La rilettura delle originali planimetrie ha permesso di ottenere spazi ottimali e mai scontati, quali le dressing room coniugate al femminile od al maschile per i padroni di casa, una palestra dalle notevoli dimensioni ed una master bedroom che nasconde, attraverso una boiserie in legno dogato grigio l’ingresso al proprio bagno dal concept essenziale, quasi un rifugio edonistico.
Al suo interno, il marmo Calacatta, gioca con gli ottoni dei frames ed entra a rivestire la doccia che ha una delle pareti vetrate sulla palestra.
La scelta degli arredi gioca in tutta la casa tra pezzi stravaganti e rigorosi, in un equilibrio dall’esito mai scontato. La zona giorno accosta pezzi di design italiano, come i divani di Cassina o Edra, a pezzi progettati da Pelizzari Studio, quali il tavolo dal piano irregolare in marmo Patagonia, il mobile in eucalipto ed ottone, per accogliere collezioni di oggetti o libri.
Su tutto regna la luce, accuratamente progettata da Viabizzuno o naturale, nitida, per un effetto geniale e libero, a sottolineare i vibranti contrasti di una città icona che qui trova una delle sue massime espressioni