UNA CASA DA COLLEZIONE

Siamo in un’area collinare di Bologna, una villa anni ’50, dalle grandi vetrate che scorrono sul giardino, oggetto di un disegno di totale riqualificazione.

Realizzata con criteri già d’avanguardia per l’epoca, la villa ha una strabiliante continuità tra indoor e outdoor.

La luce è il genius loci di questa casa aprendosi sul giardino all’inglese.

In un susseguirsi di stanze collegate da un’ampia scala in marmo, si è scelto di mantenere il carattere originale, non variandone l’impianto.

Un intervento complesso ma incisivo, atto a non stravolgere l’eredità importante del periodo.

Si sono rilette le planimetrie, adattandole alle nuove esigenze, riscoprendo i materiali e gli elementi dell’epoca, riproponendo palladiane di marmo candido, espressamente assemblate o rivestimenti murali in legno scuro a piccole doghe, così accostandoli ai nuovi materiali in un attento procedere di stratagemmi architettonici.

Alcuni nuovi bagni, hanno potuto accogliere i vecchi sanitari su disegno di Gio Ponti ber restaurati, mentre i nuovi pavimenti in legno sono stati posati con le stesse forme di allora, interpretate su scala diversa.

Le larghe porte scorrevoli di ispirazione japan in lacca sangue di bue, che separavano gli ingressi dal living, sono state anch’esse restaurate e rese funzionanti.

Inventari meticolosi, hanno mantenuto alcuni pezzi originali, tra cui i quadri da Picasso a Braque, collezionati dagli avi dei nuovi proprietari.

L’attenzione per i dettagli si sublima nella ricercatezza degli arredi, un cocktail di pezzi anni Sessanta e Settanta, accostati a nuovi elementi funzionali espressamente progettati dallo studio.